AFTER QUAKE

urban planning, rigenerazione urbana

 

2015

Project Team: Alessandro Federico, Claudio Grasso, Federica Miranda

 

Ripartire da zero. Il sisma del 2009 ha provocato danni inestimabili alla città oltre a segnare fortemente la vita dei cittadini di Villa Sant’Angelo, piccolo paesino dell’entroterra abruzzese.
Durante un workshop organizzato sul campo ci si chiedeva di intervenire sull’area molto complessa: un isolato a stecca  quasi interamente crollato al proprio interno e con i muri perimetrali pericolosamente instabili a cui si andava ad aggiungere uno spazio limitrofo (ex Piazzetta De Andrè) completamente occultato dalle macerie di alcuni edifici adiacenti parzialmente o totalmente crollati.
Il ripensamento formale e ideologico di questo “pezzo” di città si concretizza attraverso una duplice linea progrettuale: da una parte l’idea di concepire la nuova realtà architettonica come un “luogo del ricordo”, dall’altra una soluzione che strizzi l’occhio alle nuove esigenze contemporanee del riuso e della sostenibilità.
Riciclare le macerie, dunque, come soluzione pratica alle esigenze economico-sociali, ed allo stesso tempo come atteggiamento eroico-semantico di ricostruire il nuovo col vecchio sotto un unico imponente segno. 
Così succede nell’isolato adiacente, che nella sua nuova conformazione estetica-formale, brutalmente mutata, gli antichi e dettagliati prospetti rimasti in piedi duettano dialetticamente con la fredda pulizia di una struttura inglobata in acciaio e policarbonato, in parte a vista. 
Nella coscienza che niente sarà più come prima, la consapevolezza che nulla sarà dimenticato.

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